
Obiettivo generale
Il corso intende offrire un percorso rigoroso e sistematico di studio della teologia e della filosofia della tradizione advaita vedāntica — ovvero della visione non-dualistica (advaita = «non due») del pensiero vedanta — con lo scopo di formare figure che siano in grado non solo di comprendere teoricamente tale visione, ma anche di trasmetterla, integrarla nella vita e applicarla nel contesto culturale contemporaneo.
Durata e struttura
La durata prevista del corso è di due anni (quattro semestri) oppure, a seconda dell’impostazione dell’istituto, un anno intensivo con due semestri di studio full-time. Durante questo arco temporale gli studenti seguiranno lezioni, seminari, attività di laboratorio o di pratica (anche meditative o di riflessione guidata), e un lavoro finale (tesina o progetto applicato).
(Il numero esatto di crediti, ore di insegnamento e modalità verrà specificato dal regolamento del college.)
Programma di studio – materie principali
Tra le discipline trattate vi saranno:Introduzione al Vedānta: origine, contesto storico-culturale, fondamenta filosofiche.
– Advaita Vedānta: principi fondamentali (la Brahman, l’ātman, māyā, avidyā, jīvanmukta) e la visione della “non-dualità”.
Cosa si intende per “Teologia e Filosofia Advaita Vedantica”
La filosofia vedāntica nasce come esegesi e sviluppo degli insegnamenti delle Upaniṣad, che indagano la natura della realtà, del Sé e della liberazione (mokṣa). La prospettiva advaita (non-dualistica) sostiene che l’Essere assoluto (Brahman) e il Sé (Ātman) siano in ultima analisi identici, e che la molteplicità e la distinzione siano dovute a ignoranza (avidyā) o al velo dell’apparenza (māyā).
Lo studio e l’insegnamento di tale filone implicano sia una dimensione teorica–critica (analisi dei testi, concetti, argomenti filosofici) sia una dimensione pratica/spirituale (riflessione, meditazione, trasformazione interiore). In altre parole, non si tratta solo di “conoscere” la dottrina, ma di integrarla, farne esperienza e saperla comunicare.
La teologia, in questo contesto, assume il significato di “disciplina che riflette su ciò che è ultimo”, ossia di dialogo con il divino o con la Realtà assoluta in termini filosofici, piuttosto che un teologismo confessionale classico.
Cosa si può fare con il diploma
Con il diploma in Teologia e Filosofia Advaita Vedantica si aprono diverse possibilità:
Con il diploma in Teologia e Filosofia Advaita Vedantica si aprono diverse possibilità:
– Insegnamento in istituzioni religiose o culturali (centri di studi vedāntici, scuole spirituali, ashram) e conduzione di gruppi di studio o meditazione.
– Attività di consulenza filosofica/spirituale, coaching esistenziale, dialogo interculturale e inter-religioso.
– Prosecuzione degli studi (master, dottorato) in filosofia, teologia, studi indiani o scienze religiose.
– Applicazione in ambiti educativi o formativi: progettazione e conduzione di corsi, workshop, seminari sul tema della non-dualità, della consapevolezza, della spiritualità per pubblico contemporaneo.
– Impiego in contesti non profit o ONG che lavorano sul benessere, sulla formazione integrale dell’individuo, o in ambito culturale/patrimoniale legato alla tradizione indiana.
Perché scegliere questo corso
Scegliere questo percorso significa:
– Approfondire una delle più alte tradizioni filosofiche/spirituali dell’India in modo serio e sistematico.
– Sviluppare non solo competenze teoriche ma anche una maturità interiore e capacità di trasmissione culturale/spirituale.
– Entrare in una comunità di studio, dialogo e pratica che pone attenzione alla trasformazione personale tanto quanto al sapere.
– Avere un titolo che unisce la riflessione teologica-filosofica con la spiritualità non-dualista, rispondendo alla domanda contemporanea di senso, unità e integrazione.
